E’ scomparso il ceto medio
4 03 2008Titolava così un articolo di Repubblica on line di qualche tempo fa.
Guardiamo ai dati strutturali per capire perché ormai sta scomparendo quello che una volta veniva considerato il ceto medio. Sul perché certe categorie professionali, soprattutto quelle dipendenti private, abbiano retribuzioni non più adeguate al passo con i tempi la mia idea è che dipenda prevalentemente dai seguenti fattori:
1_ Struttura produttiva. Il piccolo certamente non favorisce. E’ assodato che mediamente le retribuzioni più alte e la possibilità di carriera si insinuino maggiormente nelle medio-grandi aziende, grazie allo sfruttamento di maggiori economie di scala che consentono di “sopportare” meglio gli altri costi di produzione (energetici soprattutto). E’ ovvio che un sistema molecolare come il nostro non riesce, soprattutto ai tempi d’oggi, ad essere competitivo da un punto di vista remunerativo rispetto per es a quello di altri Stati europei (in primis Germania, dove la presenza di medio-grandi imprese è più diffusa), proprio perché a fronte di costi energetici ingenti la prima cosa che fa è quella di provvedere immediatamente ad un taglio della crescita dei costi del personale, con tutto ciò che ne consegue in termini di produttività e di stimolo all’efficienza delle risorse umane interno. Questo a mio avviso è uno dei VERI NODI DELL’ECONOMIA
ITALIANA! Insomma, i distretti oggi non bastano più!
2_ Una mancata attuazione della contrattazione decentrata di secondo livello nelle piccole imprese, legata alla produttività effettivo, proprio perché forse sindacalmente è più difficile da far passare rispetto al contesto della grande impresa
3_ L’inefficace controllo degli effetti del changeover è stato certamente un elemento che ha favorito la ripresa inflazionistica incontrollata su beni di prima necessità. Sembrerà strano, ma comunque anche in questa occasione in generale i consumi in questi anni non sono comunque arretrati, anzi su certi segmenti sono pure aumentati, vuoi anche per un ricorso sempre più massiccio a strumenti, come il credito al consumo.
Il problema è stata comunque la mancata redistribuzione della ricchezza, non l’ammontare complessivo della ricchezza che in sé per sé è aumentato, anche se a tassi dello zero virgola qualcosa. Chi ha potuto godere di rendite di posizione, monopolistiche etc, ha potuto agire quasi indisturbato sulla propria leva dei prezzi e quindi dei margini!. Tutti gli altri invece hanno sofferto.
di Daniele Mocchi
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Categorie : SAPERE, ceto medio, economia, società

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