Il dipendente e l’imprenditore, il lavoro e l’art. 46 della costituzione
6 03 2008Forse, nella storia della filosofia, la lezione di Cartesio non gode più l’accoglienza che meriterebbe.
Il suo “Cogito ergo sum”, per eccesso di enfasi, ha forse oscurato la parte più efficace del suo pensiero, quella dedicata essenzialmente al metodo delle “idee chiare e distinte”.
Ebbene, proprio dal punto di vista concettuale, questa equazione non esiste. Quando si dice lavoro non sarebbe corretto intendere la stessa categoria di attività e tanto meno una comunione di interessi, né economici né culturali. Il dipendente e l’imprenditore non esercitano lo stesso lavoro anche se si sottopongono entrambi alla fatica. E’ diverso il loro tasso di emotività, è diverso il loro modo di guardare il mondo, spesso conflittuali le loro aspettative.
Il che produce indici di gradimento fatalmente differenti rispetto ai risultati della loro fatica e della psicologia con cui la si affronta. L’emotività, immedesimata necessariamente nell’ imprenditore, genera spesso gratificazione, talvolta angoscia, mentre nel lavoratore dipendente, salvo capacità di scelte culturali personali, di tipo compensativo, produce, nella maggioranza dei casi, progressiva alienazione.
Chiamarli entrambi lavoratori è profondamente improprio, salvo che lo stesso modulo di definizione lo si voglia adottare per la massaia o per il lavoratore autonomo, per l’artista come per l’atleta, cioè per tutti coloro che si sottopongono per necessità a una fatica quotidiana.
E’ semmai la fatica, infatti, l’unico termine unificante, per tutti costoro, ognuno dei quali può individualmente essere dotato di un personale atteggiamento di giudizio per le cose del mondo ma che, se autentico, si traduce in una visione politica complessiva e avulsa dai propri destini personali.
Semmai, la specificità del rapporto fra dipendente e impresa, dovrebbe indurre ad una rivisitazione del principio sancito nella Costituzione all’art. 46 che, non per caso, è la vittima più vistosa delle tante amnesie politiche e sindacali della storia dei trascorsi sessanta anni della nostra repubblica.
di Pierluigi Sorti
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Categorie : SAPERE, lavoro

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